Mercoledì Settembre 08 , 2010
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Nomadi per scelta

Moken, alias "zingari del mare". E' una delle etnie più a rischio di estinzione nel mar delle andamane.

Per cosa hanno una barca. Per mestiere sono da sempre pescatori. Lingua e tradizioni sono assolutamente scevre da legami con altre popolazioni asiatiche. Questi sono i Moken, i nomadi del Mar delle Andamane
Viaggiatori da 4000 anni
Nomadi nonostante i tentativi del governo di renderli sedentari

Secondo alcuni storici furono i primi abitanti del Mar delle Andamane. Di certo furono i primi a fondare colonie sulle coste meridionali di Phuket. Sono i Moken, in thailandese Chao Lay, ovvero "zingari del mare" . Una popolazione nomade di ceppo Austronesiano che circa 4000 anni fa migrò dal Mar Cinese Meridionale al Mar delle Andamane, attraverso le oltre ventimila isole di Filippine e Indonesia, dove si mescolò con popolazioni malay. Sono di fede sciamanica ( come i mongoli) e parlano una lingua originale che non ha legami con altri idiomi asiatici.

Sono ridotti a poche migliaia e vivono nelle isole sparse nel nord di Sumatra, Malesia, Thailandia e Myanmar. Il gruppo più numeroso è nell'arcipelago birmano di Mergui. In Thailandia sono poco più di un migliaio, alcune centinaia si appoggiano ai tre villaggi allestiti per loro a Phuket e Ko Phi-Phi: qui l'amministrazione tailandese ha cercato, senza successo, di renderli sedentari e di scolarizzare i loro figli, però la maggioranza dei Moken continua a condurre un'esistenza nomade. Una nave chiamata "Casa"...

Abili marinai e imbattibili subacquei in apnea, i Moken traggono l'intero sostentamento dal mare, dove trascorrono sette od otto mesi all'anno su villaggi galleggianti chiamati Kubang; sono formati da minimo sei barche, coperte da tetti in paglia ( su cui fanno seccare il pesce), lunghe tra 7 e 10 metri che navigano grazie a un'unica vela quadrangolare. Ogni imbarcazione trasporta una famiglia, di solito composta da tre generazioni. La pesca è la loro unica risorsa, ma disdegnano reti, fili e ami a vantaggio di arpioni, fiocine, trappole e altri arnesi primitivi. Catturano un'infinita varietà ittica, ma sono stati a lungo anche pescatori di perle. Usano il pescato come valuta di scambio nei villaggi costieri dove si riforniscono di riso, verdura, olio, utensili, tessuti e carburante. Prima dell'arrivo dei monsoni abbandonano il loro stile di vita errante e raggiungono alcune isole del Mar delle Andamane (gli arcipelaghi di Surin, Similan, Phang-Nga e Ko Lanta), dove costruiscono provvisori villaggi di capanne a palafitta. Nei mesi stanziali associano la pesca all'agricoltura, coltivando piccoli orti.

Anacronistici, sono considerati un'etnia a rischio di estinzione. Nell'ultimo secolo il loro numero è crollato anche a seguito del vizio di fumare oppio, introdotto tra i Moken dai mercanti cinesi a fine 800.

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