Mercoledì Settembre 08 , 2010
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Sul trono da sessantadue anni

Rama IX è il sovrano che più ha reganto al mondo. Promuovendo riforme a favore del popolo, che ama come un padre.

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n intero anno “in giallo” per onorare il re. Il 2006 in Thailandia è stato dedicato alle celebrazioni dei sessant’anni di regno di Rama IX, che vedono tutta la popolazione impegnata a festeggiarlo. Il 2006, un anno "Giallo" Città e villaggi, per l’occasione, si sono “tinti” di giallo ( il colore del Lunedì, giorno della nascità del monarca), con vessili, bandiere e striscioni. Inoltre, non c’è studente o contadino tailandese che non abbia indossato una maglietta gialla con i simboli reali o un braccialetto, ovviamente giallo, con la scritta beneaugurante di lunga vita al re. Il sovrano, discendente di una lunga dinastia, salì al trono il 09 Giugno 1946. Ha regnato più di tutti al mondo ed è benvoluto dai 65 milioni di suoi sudditi. Nel Giugno del 2006 si sono tenuti cinque giorni di festa nazionale con grandi eventi.

Dopo i Generali Arrivano i RE

Il 9 Giugno 2006, culmine delle celebrazioni ufficiali, la grande spianata di Sabnam Luang, a Bangkok, si è riempita di milioni di persone che hanno atteso per ore l’arrivo dell’amato re. Quello che per loro è un padre, che li ha accompagnati in 62 anni di regno (un primato da Guiness) attraverso colpi di stato, militari e non, gravi crisi economiche e politiche, senza mai dimenticare il proprio ruolo costituzionale (la monarchia assoluta in Thailandia è stata abolita nel 1932): non più padrone feudale bensi padre della nazione.

Un sovrano non predestinato, che ha saputo cambiare la storia della Thailandia

Ma prima di lui la storia del Paese è stata molto più tormentata. Partiamo dalla fondazione di Bangkok e dalla nascita della dinastia Chakri. Alla distruzione della capitale Ayutthaya da parte dei birmani nel 1767, il generale Phraya Taksin, metà cinese e metà tailandese riorganizzo l’esercito e riguadagnò il controllo del Paese. Decise però di spostarne la capitale, visto le continue insidie, a Thonburi, piccolo villaggio sul fiume Chao Phraya, di fronte all’attuale Bangkok. Ma la reggenza di Taksin durò poco. Colto da pazzia, fu giustiziato secondo l’usanza riservata ai reali: picchiato a morte dentro un sacco di velluto in modo da non versare nemmeno una goccia del suo sangue regale sul patrio territorio. Gli succedette, nel 1782, un altro generale, colui che diede il nome alla futura dinastia e che spostò la capitale a rattanakosin, cuore dell’attuale Bangkok. Fu chiamato re Rama I. Tra i suoi discendenti vengono ricordati Rama IV, che salì al trono dopo 27 anni di vita monastica, e il figlio Rama V, che aprì definitivamente la Thailandia alle influenze straniere. Fu il re della modernizzazione, agli inizi del Novecento. Poi, nel 32 sotto Rama VII, vi fu la fine della monarchia assoluta. Tre anni dopo il re abdicò e il giovane nipote Ananda fu designato come successore. Ma il futuro Rama VIII, salito al trono nel 45, vi rimarrà per un’anno solo: fu ritrovato morto, in camera sua, ucciso da un colpo di pistola. Ed è cosi che si insediò il fratello minore, Bhumibol Adulyadej, un sovrano non predestinato che però, in 62 anni di regno, ha saputo farsi amare e rispettare dai sudditi. E, in effetti non si tratta dell’impettito sovrano che si potrebbe immaginare in un regno orientale. La sua foto più popolare lo vede sorridente con una macchina fotografica al collo. E’ stato il primo regnante a viaggiare per tutta la Thailandiae lo ha fatto umilmente, occupandosi dei problemi della gente. I progetti che ha finanziato sono più di tremila: soprattutto a sfondo sociale e di integrazione economica come la riconversione in terreni agricoli delle coltivazioni dell’oppio nell’aerea del Trinagolo d’Oro. E poi, è un ingegnere (laureato a Losanna in Svizzera ): a lui si devono invenzioni di strumenti e macchinari agricoli-industriali. Inoltre scrive poesie, compone musica ed è un ottimo suonatore di sax contralto.

Una regina amata e rispettata

Oltre al re, il popolo ama e ammira sua moglie, la regina Sirik, mentre riguardo agli eredi le preferenze dei sudditi sono contrastanti. Ciononostante, non sentirete mai nessuno parlare male dei componenti della famiglia reale. E’ la prima regola di comportamento in Thailandia, dove è proibito parlare o scrivere degli eventi e della morte misteriosa di Ananda. Non solo quando si parla dei sovrani si usa un linguaggio molto deferente, chiamato rajasap. E non meravigliatevi quando incontrerete per strada gente che all’improvviso si mette sull’attenti alle note dell’Inno reale trasmesso dagli altoparlanti in luoghi pubblici, due volte al giorno, alle 8 e alle 18.

 

 

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